Cinque Fossi 6° edizione

25 novembre 2018

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Minerbio e le acque

Il nostro paese, sorgendo su antico terreno di bonifica, ha sempre avuto un rapporto stretto con le acque. I numerosi fossi e canali che la attraversano sono in realtà manufatti idraulici che l'uomo ha costruito nei secoli per regolare le acque.
Questi sono i 5 fossi che attraversiamo: Canale allacciante Bonifica Renana; Scolo Gotti, Zena, Scolo Viola, affluente Scolo Gotti.
Il percorso di 14 KM della 5 fossi passa accanto ad alcuni dei principali monumenti od impianti di Minerbio...
Il cui nome deriva da un antico tempio dedicato alla dea Minerva, è stato fondato in epoca romana. Dopo il crollo dell'impero le campagne furono però abbandonate.
Minerbio fu quindi rifondato nel 1231, quando 150 famiglie mantovane vi si insediarono per bonificare le terre paludose e coltivarle. Nel 1300 l'abitato si consolidò quando una ricca famiglia di commercianti di sete, proveniente dall'isola di Cipro e per questo chiamati Isolani, acquistò nelle campagne circostanti numerosi terreni acquisendo così rilievo politico nella Bologna di quel periodo; nel 1403 gli Isolani ricevettero investitura feudale.

La partenza: Villa Rusconi

Situata nel parco dedicato alla strage della Stazione di Bologna, la Villa Rusconi ospita oggi la Casa Protetta di Minerbio. L'edificio di origine ottocentesca, appartenuto al Visconte Generale Talon passò in seguito ai Marchesi Rusconi.
Dopo 50 metri: Il borgo medioevale e la Rocca
Gli Isolani edificarono la Rocca inizialmente con funzione difensiva e successivamente residenziale. Accanto a questa furono costruiti nel 1536 la celeberrima colombaia del Vignola e pochi anni dopo il Palazzo nuovo del Triachini.
Dopo 100 metri: La Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa di Minerbio, dedicata al Battista, fu costruita nel settecento dall'architetto Francesco Dotti (artefice del Santuario della Madonna di San Luca) ed è stata definita dai critici "la più bella del forese bolognese". All'interno trova collocazione sopra l'altar maggiore l'imponente e luminosa Gloria del Mazza. Il campanile fu minato e distrutto dai tedeschi in ritirata nel 1945.

Al 6 km la corsa entra ne "Il Castello di San Martino in Soverzano".

A San Martino in Soverzano (o dei Manzoli) sorge il celebre castello. Costruito con finalità difensive a fine 1300 al posto di un antica torre di guardia dagli Ariosto (ascendenti di Ludovico); fu poi nel 1400 acquisito dai Manzoli che vi abitarono per tre secoli. Restaurato nei primi anni del XX secolo da Alfonso Rubbiani, è giunto fino a noi perfettamente conservato, anche grazie al recente intervento dell'attuale proprietario (che gentilmente ha concesso alla 5 fossi di transitare nel parco secolare e lungo il ponte levatoio).

Al 7 km : La Chiesa di San Giovanni in Triario

In questa zona abbondano i ritrovamenti di reperti romani ed è ancora perfettamente leggibile la centuriazione romana (i triari erano legionari a cui al termine della carriera militare venivano assegnati terreni). La Chiesa di San Giovanni sorge al posto della più antica Pieve della pianura bolognese. Attualmente ospita il museo della religiosità popolare.
Fu scelta da Pupi Avati come location del film horror "La casa dalle finestre che ridono" e dalla giallista bolognese Danila Comastri Montanari per "La campana dell'arciprete".

Al 11 km : La centrale di stoccaggio Stogit

A Minerbio si trova la più grande centrale di stoccaggio di gas naturale (metano) d'Europa. Qui giungono i metanodotti che importano metano dall'estero: il vecchio giacimento (che si esaurì negli anni '70) viene oggi utilizzato come "serbatoio naturale" in cui iniettare il gas nei mesi estivi (quanto la comanda è minima) ed estrarlo in quelli invernali. Il vecchio giacimento si trova a 1300 metri di profondità, ove si trovano rocce porose nei cui interstizi ospitano il gas, al di sotto di un "tappo" di argilla impermeabile di oltre 500 metri di spessore. Da qui transita oltre un terzo di tutto il metano italiano. 

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